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venerdì 4 aprile 2014

India Pale Ale e le sue varianti

Ho sempre ammesso che mi piace la birra per il suo gusto di innovare, fondere stili, rompere le regole del gusto, andare oltre la tradizione e devo dire che ultimamente vari birrifici e Mastri Birrai ci hanno dato dentro con la fantasia e con lo studio per offrirci sempre qualcosa di nuovo (o almeno ci provano…). Il caso più evidente negli ultimi anni è un cavallo di battaglia degli Stati Uniti, ma non solo come vedremo, che hanno preso uno stile classico Inglese e lo stanno rigirando in “tutte le salse”, parliamo dello stile India Pale Ale/IPA.



Al principio venne “modificato” in American IPA e subito si distinse per  i toni citrici dati dai luppoli americani come il Cascade o l’ Amarillo, il Citra o il Chinook per citarne alcuno...



...successivamente dopo aver esplorato le varie combinazioni di luppoli si passò ad aumentare il grado alcolico delle stesse così da creare lo stile Imperial/Double Pale Ale...



... dove il grado alcolico mediamente sta tra gli 8,5% e il 10% in raffronto con una APA 5,5%-7,5% o una IPA 5%-7,5%. Arrivati a questo punto si è arrivati a “fondere” vari stili, che sebbene non definiti ancora “ufficialmente” hanno delle loro linee guida; ecco così che vediamo la nascita delle Black IPA/ Cascade Dark Ale/ American Black Ale che utilizzano malti tostati così da affiancare all’ amaro dei luppoli le note amare del caffè. Per contrapposizione nascono le White IPA...



... ovvero IPA che affiancano ai luppoli americani lo stile belga Wit che prevede l’ uso di frumento per stabilizzare ancora di più la schiuma e la presenza di coriandolo e buccia d’arancia che ben si legano coi sentori citrici dei luppoli e la rendono davvero fresca e beverina. Belgian IPA che gioca con l'amaro dei luppoli e i toni dolci e fruttati apportati del lievito belga... 



Le Rye IPA con l’utilizzo della segale per un tocco amarotico in più. Le Session IPA caratterizzate da un basso tenore alcolico generalmente sui 3%-5% che cosi permette di apprezzare di più i luppoli che possono variare dagli americani passando per un Nelson Sauvin dalla Nuova Zelanda o un Sorachi Ace dal Giappone…

Sicuramente esistono o usciranno altri sotto-categorie dello stile IPA, qua mi limito a citarne alcuni...



... quello che mi preme far notare è come molti amici abbiano storto il naso nel leggere i nomi White/Black India Pale Ale in quanto proprio quel Pale, tradotto Pallido, mal si abbina/contrasta con il Bianco o il Nero perché come dicono: “o è pallida o è di un altro colore!!ma tutti e due assieme no!!” … Hanno perfettamente ragione a mio avviso, anche se, sebbene sia sbagliata come dicitura, meglio aiuta il consumatore nella scelta del prodotto o comunque nel capire di che birra ci si trova davanti.



…In Beer We Trust…   

venerdì 15 novembre 2013

Mashup Beer


Oggi mi avventuro a parlare di un settore di mercato un po’ nascosto ma che esiste e anche se è poco esplorato e conosciuto sta vivendo uno sviluppo constante, nonostante molte volte sia avverso e deriso da ignoranti (nel senso che ignorano l’argomento… ma come si dice; chi non sa, insegna…). Non ha un termine preciso, ma Mashup (mischiare) Beer rende molto bene l’idea. Infatti, l’idea che sta alla base, è quella di fondere stili ben precisi di birra così da crearne uno nuovo!!  All’inizio furono gli inglesi a fare scuola con la loro birra stile Porter. La leggenda  vuole che i lavoratori londinesi fossero soliti bere una birra chiamata "three threads" (tre terzi): un miscuglio o mashup tra una birra Ale giovane, una Ale “più vecchia” e una c.d. "twopenny", una Old Ale più nobile ed alcolica delle precedenti, che con il passare del tempo diverrà appunto una Porter… ma ecco cosa si può trovare ai giorni nostri…



Samuel Adams Dark Depths; una Black IPA (uno stile nuovo ancora in via di classificazione) una Porter molto luppolata (IPA) ma fermentata a basse temperature con lieviti Lager. Un mix tra malti tostati, sapori citrici dei luppoli uniti alla scorrevolezza di una birra Lager…



River North Avarice; quando una Imperial Stout incontra una Saison. Birra scura, note amare dei malti tostati, sapori a cioccolato si combinano con le note piccanti del peperoncino derivanti dall’uso dei tradizionali lieviti belgi.



Triple Digit Decimation; una Barley Wine di frumento (Weizen). Un “vino di frumento“ accompagnato da miele e malti caramellati a cui si aggiungono le note citriche e resinose dei luppoli.



Saranac White IPA; l’unione tra una Witbier e una APA (american/imperial pale ale). L’amaro dei luppoli americani (in questo caso Citra) ammorbiditi da aggiunte di coriandolo e bucce d’arancia tipiche di una Witbier, prodotta impiegando l’uso di malti d’orzo, di frumento e di avena.



Karbach Weisse Versa; dubbi se scegliere tra una Weizen o una Witbier ?¿ nessun problema, con questa birra ritroverete le note di scorze di agrumi e coriandolo, aggiunti durante la fermentazione, tipici di una Wit e le note a banana, noce moscata e chiodi di garofano, date dell’uso di malti di frumento, tipici di una Weiss.   

Ovviamente esistono molti altri esempi come Great Crescent Blonde Ale, Ommegang Three Philosophers, Parish Farmhouse IPA, Kasteel Ter Dolen Armand… questo era solo per dare un assaggio…

…In Beer We Trust…