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venerdì 15 novembre 2013

Mashup Beer


Oggi mi avventuro a parlare di un settore di mercato un po’ nascosto ma che esiste e anche se è poco esplorato e conosciuto sta vivendo uno sviluppo constante, nonostante molte volte sia avverso e deriso da ignoranti (nel senso che ignorano l’argomento… ma come si dice; chi non sa, insegna…). Non ha un termine preciso, ma Mashup (mischiare) Beer rende molto bene l’idea. Infatti, l’idea che sta alla base, è quella di fondere stili ben precisi di birra così da crearne uno nuovo!!  All’inizio furono gli inglesi a fare scuola con la loro birra stile Porter. La leggenda  vuole che i lavoratori londinesi fossero soliti bere una birra chiamata "three threads" (tre terzi): un miscuglio o mashup tra una birra Ale giovane, una Ale “più vecchia” e una c.d. "twopenny", una Old Ale più nobile ed alcolica delle precedenti, che con il passare del tempo diverrà appunto una Porter… ma ecco cosa si può trovare ai giorni nostri…



Samuel Adams Dark Depths; una Black IPA (uno stile nuovo ancora in via di classificazione) una Porter molto luppolata (IPA) ma fermentata a basse temperature con lieviti Lager. Un mix tra malti tostati, sapori citrici dei luppoli uniti alla scorrevolezza di una birra Lager…



River North Avarice; quando una Imperial Stout incontra una Saison. Birra scura, note amare dei malti tostati, sapori a cioccolato si combinano con le note piccanti del peperoncino derivanti dall’uso dei tradizionali lieviti belgi.



Triple Digit Decimation; una Barley Wine di frumento (Weizen). Un “vino di frumento“ accompagnato da miele e malti caramellati a cui si aggiungono le note citriche e resinose dei luppoli.



Saranac White IPA; l’unione tra una Witbier e una APA (american/imperial pale ale). L’amaro dei luppoli americani (in questo caso Citra) ammorbiditi da aggiunte di coriandolo e bucce d’arancia tipiche di una Witbier, prodotta impiegando l’uso di malti d’orzo, di frumento e di avena.



Karbach Weisse Versa; dubbi se scegliere tra una Weizen o una Witbier ?¿ nessun problema, con questa birra ritroverete le note di scorze di agrumi e coriandolo, aggiunti durante la fermentazione, tipici di una Wit e le note a banana, noce moscata e chiodi di garofano, date dell’uso di malti di frumento, tipici di una Weiss.   

Ovviamente esistono molti altri esempi come Great Crescent Blonde Ale, Ommegang Three Philosophers, Parish Farmhouse IPA, Kasteel Ter Dolen Armand… questo era solo per dare un assaggio…

…In Beer We Trust…
     

giovedì 14 novembre 2013

Introduzione allo stile Russian Imperial Stout

Storicamente lo stile Stout (quello della Guinness per intenderci) nasce in Inghilterra da una costola dello stile Porter, infatti venivano chiamate Stout Porter le versioni più forti realizzate dai birrifici. Successivamente con la rivoluzione di Arthur Guinness, che per inciso era un produttore di birra Porter, lo stile Stout prende la sua strada e inizia a definirsi come una famiglia a se e non più legata con il suo passato. La famiglia Stout oggi è composta da vari stili: Dry Stout, Sweet Stout, Oatmeal Stout,Foreign Extra Stout,American Stout, Russian Imperial Stout… ed è proprio di quest’ultimo che andiamo a parlare…



… queste birre sono nate in Inghilterra e precisamente nel birrificio di londinese di Thrale, intorno al XVIII secolo. All’epoca si avviò infatti la produzione di una birra scura, ad alto grado alcolico e ben luppolata, destinata all’esportazione in Russia, presso la corte dell’imperatrice Caterina II, di cui si narra fosse un’assidua bevitrice. 



L’alto grado alcolico di queste birre, generalmente tra gli ABV 8% e ABV 12% era necessario per evitare che la birra si congelasse nel rigido freddo russo, mentre la generosa luppolatura tra i 50 IBUs e i 90 IBUs, serviva per le sue capacità antisettiche, antibatteriche e conservanti (non esisteva infatti la pastorizzazione delle birre).




Uno stile davvero eccezionale che negli Stati Uniti e in Messico sta avendo un successo incredibile, prova ne è che nella classifica ratebeer top50, 33 birre su 50 sono appunto in stile Imperial Stout (di cui 13 delle prime 16…). Una birra davvero eccezionale in tutte le sue varianti con un bouquet di sapori più o meno accentuati che vanno dal caffè alla cioccolata fino alla liquirizia, note secondarie caramellate e da frutti secchi come prugne o fichi. Sovente, ma non è requisito necessario, visto l’elevato grado alcolico, vengono affinate in botti usate come quelle di bourbon con cui si sposano in maniera perfetta, ma anche di brandy o whiskey (ma non c è limite alla fantasia). Speriamo di vederne presto anche da noi in Italia, visto che fino ad ora non ne ho vista nessuna (ovviamente parlo di ciò che IO ho visto… sicuro ci sarà qualcuno che le importa/vende)…



…In Beer We Trust…