martedì 15 ottobre 2013

Birrifico Lucky Brews e la loro Winternest

Mi fa’ sempre piacere quando incontro qualcosa che riesce ad emozionarmi… e nel campo delle birre oramai non è cosa semplice, visto ho la fortuna di averne provate e degustate molte (rispetto alla media delle persone, non in assoluto ovviamente). Ma l’altro giorno sono tornato ad emozionarmi (come un bambino); era in programma in un paese vicino dove vivo io il festival chiamato “Arte Cultura e Luppolo 3^ Edizione (Festival della birra Artigianale)” a cui partecipavano vari birrifici, c’erano ricchi stand dove mangiare, mercatini e mostre…  e ovviamente non potevo mancare ¡! Ora la qualità generale della birra mi è sembrato davvero buona, l’unico appunto che mi permetto di fare è il seguente, ma che vale in generale anche per altre manifestazioni simili… Il bicchiere di birra costava 3,50 Euro… ma non critico il prezzo in se, conosco bene i prezzi di produzione/tasse/lavoro …  critico la quantità di birra che servono, NON nel senso che il bicchiere era troppo piccolo, anzi ¡! Era troppo grande, per chi come me vuole provare il più possibile risulta difficile bere bicchieri di birra da 20 cl, perché se io inizio con una Bock da 7,5% Scotch Ale da 7,5% Tripel da 8,5% … arrivato alla terza stavo già pieno… sarebbe stato bello aver potuto avere, chiaramente sempre pagando (questo non si discute) un assaggino di tutto, così da poter provare una varietà maggiore di prodotti…  
Ma torniamo a noi ¡! Tra le poche provate non potevo farmi mancare la nuova creazione del birrificio Lucky Brews “Raw but Different” che proprio alla manifestazione lanciavano l’ultima creazione ovvero la Winternest, una Scotch Ale da 7,5%. 



Premetto che partivo con grande aspettative visto sono solito bere le loro birre Japa e Apollo...



...e così dopo aver fatto quattro chiacchere con il mastrobirraio che mi ha spiegato un po’ la storia e le caratteristiche della birra, con il mio bel bicchiere in mano mi accingo a berla…. Primo sorso…  Birra affumicata, ma a differenza di una birra tedesca in stile Rauchbier il sapore è più dolce, meno a affumicato nel senso di sentori a legno, e più a malto affumicato, dolce, avvolgente, equilibrato! Mi desto dal torpore sei sensi e inizio a riflettere tra me e me, prendo la bottiglia e scruto tra gli ingredienti il malto  Peated, lo associo allo stile ed ecco che tutto mi è più chiaro; il malto Peated è anche conosciuto come Peated Whisky o Smoked, ma a differenza di altri malti affumicati è essiccato con la torba, un carbone di origine vegetale tipico delle regione della Scozia.



Detto in maniera volgare e per semplificare il concetto, viene impiegato malto d’orzo che si utilizzerebbe per la produzione del whisky. Questa tradizione nasce nella Scozia del 19 secolo modificando la ricetta delle Pale Ale Inglesi che tanto andavano di moda, e l’impiego di malti affumicati fu’ storicamente usato per compensare nel gusto la carenza di approvvigionamenti di luppoli che non riuscivano a crescere nelle fredde regioni della Scozia.

Una ottima birra anche se non facile da bere per tutti! Una birra da meditazione per l’inverno che avanza... 



Dimenticavo di citare l’altro ingrediente fondamentale della linea di birre della Lucky Brews; come riportato sulle etichette tutte le loro birre contengono lo 0,01% di fortuna (data dall’uso di quadrifogli). Sembra poco, ma non guasta mai! 

…In Beer We Trust…

lunedì 7 ottobre 2013

Dikke Mathile ... la “Grossa Matilde”


“La chiamavano bocca di rosa 
metteva l'amore, metteva l'amore, 
la chiamavano bocca di rosa 
metteva l'amore sopra ogni cosa…” 

Così cantava l’indimenticato De Andrè, e proprio a lui ho pensato quando mi è stata offerta questa birra belga; la Dikke Mathile, una birra in stile Belgian Ale da ABV 6%.




Dikke Mathile significa la “Grossa Matilde” e fa riferimento alla statua dedicata al mare che si trova nella città portuale di Ostenda, cittadina belga delle Fiandre Occidentali. Ora detta così sembra un’innocente statua, ma non tutti sanno che in realtà Matilde era una “famosa” prostituta del porto e il suo sguardo è rivolto verso il mare in attesa del rientro delle barche… e di conseguenza dell’ arrivo dei clienti…



Birra dal colore ambrato con una schiuma dal bellissimo color avorio, densa e persistente. Al naso si sentono i profumi dell’ albicocca e della banana. Il gusto è deciso e parte con un gusto dolce e caldo, grazie ai suoi ABV 6%  per poi arrestarsi e virare su sentori amarognoli tipici delle birre ambrate delle Fiandre.

…In Beer We Trust… 

mercoledì 2 ottobre 2013

Stili di Birra





Questa immagine la voglio dedicare ad un “caro cliente” che, dopo avergli gentilmente chiesto che birra volesse ordinare o comunque come la preferisse, arrivando pure ad usare aggettivi/parole come “doppio malto”, “bionda”, “rossa”, ”belga” … mi invita “gentilmente” a smetterla di dire cazzate perché  (testuali parole):

“La birra è birra e non venire fuori con queste cazzate di birre strane perché  sono solo un’invenzione!! La birra è birra ripeto per cui dammene una…” 

Ovviamente l’ho accontentato con la prima birra (bionda, annacquata, con mais ed estratti di luppolo) che avevo sotto mano e il tutto è finito li… e pensare che è pure simpatico dopo averlo conosciuto (ovviamente parlando d’altro per venire incontro alle sue limitate capacità cerebrali).
Questo per  dimostrare quanti stili e sotto-stili esistano, inoltre l’evoluzione continua porta sempre alla definizione di nuovi stili cosi come capita che altri perdano appeal o vengono dismessi, magari perché non incontrano più il piacere del pubblico. Inoltre come già detto in passato ad ogni birra va servita nel suo bicchiere, e magari alla temperatura adeguata allo stile…  


…In Beer We Trust…