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domenica 25 maggio 2014

Vintage Beer; Bud 1999

Ok, lo ammetto l’ho comprata e aperta solo per poter rivivere i momenti del Campionato Mondiale di Calcio di Francia 98 … 



… che per noi Italiani non sono andati molto bene, ricordo venimmo eliminati ai quarti dalla Francia ai rigori  (mannaggia Di Biagio) che poi a sua volta fu campione del mondo (doppio mannaggia) battendo il Brasile 3-0!! 

Che formazioni clamorose !!! (NDR)


…Ma torniamo a noi con questa Bud o Budweiser a seconda se ci troviamo in Europa o fuori da essa…  



Colore ambrato a differenza di una nuova che ha un colore giallo tenue con riflessi verdastri, una sorprendente effervescenza, sebbene poi la corona di schiuma scompaia quasi subito. Odore a miele, malto… assenti i sentori vegetali e freschi del riso. Presenza di lieviti in sospensione.



Nonostante il fine perlage presente, al palato non presenta una forte effervescenza, anzi un gusto piatto e non rinfrescante tipico della Bud che tutti conosciamo. Assente, il gusto evidente nelle “nuove”  Bud, del riso e le note a mela verde. Una birra totalmente differente da come la conosciamo e ovviamente come da pronostico imbevibile…



Mantiene tutte le aspettative che mi ero fatto, ovvero che fosse una birra “morta”, ma giustamente per confermarle bisognava provarla ¡!... che poi a dover di cronaca non ho bevuto ma mi sono solo sciacquato la bocca e l’ho sputata non essendo ovviamente fatta per una maturazione in bottiglia… come un buon prosecco, da consumare bello fresco il prima possibile e in questo caso la dicitura: “da consumarsi preferibilmente entro il 04/99” mi sembra anche troppo generosa e sarebbe meglio una scritta del tipo “da consumarsi obbligatoriamente dentro 6 mesi dalla data di imbottigliamento del ##/##”. 

…In Beer We Trust…  

martedì 19 novembre 2013

¿ AB InBev/SABMiller accordo in vista ?

La notizia è di un mese fa’, anzi, in realtà, è da molto più tempo che si parla di ciò, ma mi sembra giusto riportarla se non altro per approfondire di più l’argomento. Il fatto è il seguente; il 50% della produzione di birra al mondo è in mano a 4 gruppi; AB InBev, SABMiller, Heineken, Carlsberg. La notizia rilanciata dalla Reuters e dal Financial Post riguarda una possibile fusione tra i due gruppi più grandi, AB InBev e SABMiller, per un affare che gira nell’ ordine di 100 miliari di dollari… 



La difficoltà ad inserirsi nei mercati asiatici, sebbene SAB abbia una join venture con il lider del mercato Snow (che ricordo è la birra più venduta al mondo), l’inserimento di nuovi gruppi sulla scena mondiale che portano a rilanci sui prezzi, non ultimo il caso di Heineken che per mettere mano sull’ Asia Pacific Breweries (birra Tiger) ha dovuto sborsare 959 milioni di dollari, somma 35 volte più alta della cifra iniziale, causa inserimento nella trattativa di ThaiBev, l’aumento di quote di mercato delle birre artigianali, sono tra i fattori principali che starebbero portando al clamoroso accordo tra i due giganti… si mormora che non è più una questione di SE si farà l’accordo, ma di QUANDO si farà l’accordo.

Ma tornado sui due soggetti mi soffermo un po’ sulle vicende che li hanno fatti diventare i due gruppi più grandi;



Nel 2004 il gruppo Interbrew, nato a seguito della fusione, tutta belga, delle industrie della birra Stella Artois e la distilleria Piedbœuf che produce la birra Jupiler, effettuò un'operazione di fusione aziendale con la fabbrica di birra brasiliana Companhia de Bebidas das Americas (AmBev), a sua volta nata nel 1999 dalla fusione dei due birrifici più grandi del Brasile; Brahma e Antarctica, per formare il gruppo InBev. Nel 2008 a seguito di una fusione da 52 miliardi di dollari, il colosso belga InBev si fonde con quello americano Anheuser-Busch, produttore della birra Budweiser, dando vita al gruppo AB InBev, il più grande produttore di birra a livello mondiale ¡! Che per non farsi mancare nulla nel 2012 finisce l’acquisto del gruppo messicano Modelo, il produttore della birra Corona per una cifra di 20,1 miliardi di dollari.
Per ricapitolare si può dire spicciamente che il gruppo AB InBev detiene i seguenti marchi; Corona, Beck's, Stella Artois, Budweiser, Brahma, Leffe, Hoegaarden, Franziskaner, Quilmes, Oranjeboom, Goose Island... da notare che 4 delle 10 birre più vendute al mondo appartengono a questo gruppo.



Nel 1999 il gruppo Sudafricano, South African Breweries (SAB), produttore della birra Castle, acquistò, da Altria Inc (ex gruppo Philip Morris), la nordamericana Miller Brewing Company, produttrice della birra Miller Lite, cambiando il suo nome in SABMiller. Nel 2003 il gruppo si espande ed acquista il gruppo Bavaria S.A., il secondo più grande produttore di birra del Sud America e produttore della birra Águila e Club Colombia. Sempre nello stesso anno SABMiller acquistò il 29,6% di Harbin Brewery, il più antico birrificio cinese, preparandosi a beneficiare della crescita del settore della birra nei mercati in via di sviluppo, proseguito successivamente con una joint venture con China Resources Snow Breweries (CRB) produttrice della birra Snow (la più venduta al mondo). Nel 2005 completa l’acquisizione della società italiana Birra Peroni Spa. Nel 2007 sempre tramite joint venture con il gruppo Molson Coors Brewing Company, nato della fusione del gruppo canadese Molson, e quello americano Coors, nasce il gruppo MillerCoors per meglio entrare nel mercato americano. Nel 2011 acquista il gruppo australiano Foster’s per la cifra di 10 miliardi di dollari.
Per ricapitolare il gruppo SABMiller detiene nel suo portafoglio i seguenti marchi; Pilsner Urquell, Peroni Nastro Azzurro, Fosters, Dreher, Grolsch, Miller Genuine Draft,  Castle, Cusqueña, Aguila, Club Colombia,  Miller Lite, Olde English 800, Milwaukee’s Best.

…In Beer We Trust…




giovedì 9 maggio 2013

Bud Light o Bad Light ?


Viaggiando e studiando molto, nella mia vita ho imparato il concetto di RELATIVISMO CULTURALE,  che per spiegarlo sinteticamente con le parole del filosofo Oswald Spengler; « Ogni cultura ha il suo proprio criterio, la cui validità comincia e finisce con esso. Non vi è alcuna morale umana universale ». Ma cosa centra la filosofia con la birra? É presto detto, ciò che per noi è considerato buono, altrove non lo è, e ciò che per noi è assurdo e imbevibile per altre culture o in altri posti è una bibita normale…  Tutto questo per spiegare l’arrivo sul mercato di una nuova “birra” da parte del colosso mondiale delle bevande AB-InBev…



In principio c’ era la Budweiser, successivamente arrivo la sua moda salutista e delle bevande light, si pensi alla coca light, persino le sigarette divennero light, e nacque la Bud Light, nelle sue mille versioni di light e ancora più light, dry, ice …



… fino a quando virarono un po’ la rotta strizzando l’occhio al mercato messicano o ispanico più in generale (giusto per citare un dato, Los Angeles è la seconda città al mondo con più messicani dopo Città del Messico) ed ecco la Bud Light Lime…



… dal sapore a succo di limone, data dall’usanza Messicana di mettere la fettina di limone nella birra, in particolare nella Corona (tradizionalmente  serviva per tappare il collo della bottiglia affinché non entrassero mosche e per pulire il bordo del collo visto l’acidità del limone è antibatterica), successivamente sulla scia del successo ecco presentata la Bud Light Chelada, la Budweiser Chelada e la Budeweiser Chelada Picante… 



…la Michelada o Chelada é un cocktail a base di birra tipico messicano… che seppur ODIO, lavorando ne ho dovevo preparare litri e litri a notte!! Per farla in breve: si bagnano i bordi del bicchiere di succo di lime, si passano sopra il sale e peperoncino, 2 cubetti di ghiaccio, salsa maggie, salsa valentina, salsa inglesa, clamato (succo di pomodoro e volte con sapore a vongole), salsa tabasco, succo di mezzo limone, sale e vi si aggiunge la birra che più piace (normalmente o Corona o Indio).



Tornando al discorso, la Chelada é già pronta in lattina senza troppo disturbi, successivamente lanciarono la Bud Light Golden Weath, una versione light delle birre di frumento belghe, insaporita con buccie di coriandolo e arancia… 

Fino ad arrivare di recente con la il lancio della Bud Light Lime-a-Rita… un misto tra il Margaritas, cocktail composto da 2 parti di tequila, una di succo di lime, e una parte di Cointreau, e la Bud Light Lime una bevanda da ABV 8%... 



…successo immediato e record di vendite, tanto da far fatica a soddisfare le richieste… ma come non ci si accontenta mai ecco l’ultima arrivata, la Bud Light Straw-Ber-Rita … la variante aromatizzata alla fragola… come se il sapore di Lima, Tequila, Cointreau non fosse sufficiente, il tutto a ABV 6%.



… che dire… paese che vai, usanze (o bevande, in questo caso) che trovi!

…In (Light) Beer We Trust…   

lunedì 29 aprile 2013

Più birra = più amici (almeno su Facebook)




Appena finito di scrivere un articolo sulla Budweiser (http://www.forumbirra.com/2013/04/mille-modi-per-risparmiare-il-caso.html) che ecco arrivarmi un link da un amico che parla proprio della Budweiser e di un nuovo bicchiere social che hanno intenzione di lanciare sul mercato.


Si esatto, un bicchiere social, e siccome io tra Tweet, FB, Tumblr, Flickr, Pinterest, G+, MySpace, ci passo molto tempo non può che farmi super felice la notizia! Ora vi spiego meglio… e inizio con una considerazione che é successa a tutti; siamo ad una festa, ci si diverte, si conosce gente nuova… magari una ragazza, ci dice chi é e cosa fà, la cosa sembra interessante… ma siamo ad una festa e gli amici ci chiamano a bere e ballare e nella fretta non la si ritrova più, o ancora ci si risveglia la mattina con i postumi chiedendosi che si é fatto ieri sera, e con chi… ebbene, tutti questi “problemi” potrebbe risparmiarceli il nuovo bicchiere social della Budweiser, la Buddy Cup. La Buddy Cup é infatti provvista di un QR Code sul fondo, che automaticamente una volta letto, connette il nostro bicchiere al nostro profilo di Facebook… questo perchè al momento del brindisi con qualsiasi persona che usa la Buddy Cup, attiveremo un led presente sulla parte alta del bicchiere, che cosi facendo, ci invia una richiesta di amicizia direttamente al profilo di Facebook… e passata la festa il giorno dopo potremmo ,aprendo il nostro profilo, vedere con quali nuovi amici abbiam bevuto la sera prima.



 … Lo voglio… lo trovo geniale… peccato che la prova inizierà solo in Brasile e in grandi eventi… ma speriamo poi si diffonda presto e arrivi pure da noi!

…In Beer We Trust…

Mille modi per risparmiare: il caso Budweiser


Parlando di Budweiser, nella sua versione americana, (e tralasciando la polemica su chi sia veramente Budweiser tra gli americani e i cechi) oltre ad essere parte della compagnia di bevande più grande al mondo, la AB-InBev, e oltre ad essere la terza birra più venduta al mondo, ultimamente ha fatto parlare di se in termini non lusinghieri circa alcuni fatti avvenuti. Prima l’accusa uscita anche sui giornali italiani, di una class-action nei suoi confronti per aver allungato con l’acqua la propria birra, ed ora una nuova polemica circa il nuovo restyling della lattina…



… ora il restyling non ha nulla di male, serve a rilanciare l’immagine di un prodotto e Budweiser lo ha già fatto nel corso degli anni….



Quello che non è passato inosservato ai più attenti consumatori è il fatto che la nuova lattina, schiacciata sui lati per risaltare il profilo del marchio e per una migliore impugnatura… ha una capienza minore, rispetto alla lattina precedente, 11.3 Oz. contro i 12 Oz.,e  il tutto ovviamente senza aver abbassato il prezzo del prodotto ¡!. Non giudico il prodotto in se, che comunque consumo al di là dei pregiudizi che la circondano, ma trovo davvero ridicolo e privo di senso cercare di risparmiare così a scapito della qualità...

…In Beer We Trust…   

martedì 19 marzo 2013

¡¡ Top10 delle birre più vendute al mondo !!


Ecco la top10 delle birre più vendute al mondo. La classifica si riferisce all'anno 2011 dato che é stata pubblicata nel 2012... ma é sempre un buon punto di partenza per discutere in attesa di nuovi dati. Quello che salta subito agli occhi é il fatto che siano tutte Lager, e piú nello specifico, seguendo le linee del Beer Judge Certification Program  sono Light Lager... ora all'interno di questa categoria si incontrano altre sub-categorie; Lite American Lager, Standard American Lager, Premium American Lager, che si differenziano sostanzialmente per la quantità di cereali, che non siano orzo, utilizzati nella produzione. Questi cereali sono il mais e il riso; essi vengono utilizzati in quantità variabili in quanto sono una fonte molto economica di almidoni e zuccheri utili per la fermentzione, ma oltre a ciò tendono a dare un sapore piú neutrale alla birra, cosi da incontrare il gradimento di un pubblico più vasto. Ora ascolto che molti insultano queste birre e dicono che sono acqua sporca o non hanno senso di esistere... ma vorrei ricordare che sono le più vendute al mondo... per cui se invece di insultarle si iniziasse a capirle forse i commenti sarebbero diversi! Sicuramente per un palato europeo abituato alle forti ale del Belgio, alle stout irlandesi, o alle pils tedesche, difficilmente potra capire il perché una Bud Light sia cosi venduta, ma vi assicuro, visto ho vissuto più di di due anni in Messico con viaggi negli USA, che se vi trovate in una spiaggia, il sole che riscalda l'ambiente e avete sete... non cé nulla di meglio di una Corona o una Budweiser... a nessuno verrebbe mai in mente di bersi una Belgian Strong Ala, una Porter o un Barely Wine... infatti quello che si cerca é una bevanda rinfrescante, ben fredda (a volte ghiacciata) e che ci disseti senza problemi, inoltre il basso grado di alcol delle birre permette di berne molte in compagnia, fattore da non sottovalutare. Ora siam tutti d'accordo che le birre qua sotto vengono servite ghiacciate perché il freddo azzera i sapori, infatti contrae le papille gustative che cosí non possono percepire i sapori, ma poco male visto che la loro funzione non é affatto quella di proporci sapori e gusti esotici, bensì, come già detto, quella di dissetare e incontrere il gusto della moltitudite. 
Una precisazione mi sembra d'obbligo; in Messico ho un locale con più di 350 birre da tutto il mondo, non sono molte ma é comunque qualcosa di interessante... ed é ovvio che ho venduto pure birre Belgian Stron Ale, Strong Lager, Trappist e cosi via... ma come ho potuto notare queste vendite aumentano piú in serate fredde o piovose o quando si riesce a instaurare la curiosità nel cliente a provare qualcosa di diverso!        
Inoltre fatto interessante che corrisponte a ciò che ho potuto osservare con il mio lavoro é la forte presenza di birre Light ! ora il Light non si riferisce assolutamente al grado di alcol di una birra ma piu semplicemente alle calorie che essa apporta! E come é in corso una "moda salutista" si tende a preferire il Light pure nella birra... e lo dice un gran bevitore di Corona Light !! Per dare una idea di quanto sia forte questa moda vi racconto ciò che mi é passato nel locale: Arriva il prevendita del Gruppo Modelo (che tra le altre marche tiene la Corona) e mi offre un incentivo economico a me e hai miei camerieri se avessi venduto Corona e non Corona Light in quanto la Light aveva creato una giacenza di birre Corona nei depositi e non sapevano come smaltirle (ricordo che la Corona é la 4 birra più venduta....) !! Detto ciò solo per onore di cronaca l'ho ringraziato rifiutando l'offerta... non mi permetterei mai di forzare qualcuno a bere qualcosa che non vuole !!   

Ecco la Top10 delle birre più vendute:



#10) Asahi Super Dry:
provenienza: Giappone, vendite: 12,3 milioni di barrili



#9)Brahma:
provenienza: Brasile, vendite: 17,4 milioni di barrili



#8)Miller Lite:
provenienza: USA, vendite: 18 milioni di barrili 



#7)Coors Light:
provenienza: USA, vendite: 18,2 milioni di barrili



#6)Heineken:
provenienza: Olanda, vendite: 18,2 milioni di barrili



#5)Skol:
provenienza: Danimarca/Brasile, vendite: 29,5 milioni di barrili



#4)Corona Extra:
provenienza: Messico, vendite: 30,4 milioni di barrili



#3)Budweiser:
provenienza: USA, vendite: 38,7 milioni di barrili



#2)Bud Light:
provenienza: USA, vendite: 45,5 milioni di barrili



#1)Snow Beer: 
provenienza:Cina, vendite: 50,8 milioni di barrili

...In Beer We Trust...