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mercoledì 25 settembre 2013

Celest-jewel-ale ... la nuova birra "spaziale" by Dogfish

“you teach me the rules and i'll teach you to break them”

… tu mi hai insegnato le regole, ed io ti insegnerò come romperle … Nel caso del mondo brassicolo sono in molti a fare proprio questo motto. Accanto infatti all’ “Editto della Purezza” tedesco, che ci insegna che la birra viene prodotta con solo orzo, lievito, luppolo, e acqua, ci sono birrifici e mastri birrai che vanno per la loro strada innovando e proponendo sempre cose nuove, per citare i casi più popolari e famosi basti citare Mikkeller (leggi birra con caffè di luwak), BrewDog (leggi birra con il viagra), Stone (leggi Arrogant Bastard), Dogfish (leggi Ancient Ale)… ed è proprio quest’ultimo birrificio che due giorni fa’ a presentato al pubblico una nuova birra in produzione limitata realizzata con meteorite… 

Polvere di meteorite


sebbene già Sapporo abbia realizzato una birra con orzo coltivato nella stazione spaziale internazionale (l’ ISS), questa volta Dogfish, in collaborazione coi membri dell’ ILC Dover, che è l’azienda produttrice delle tute spaziali, hanno preso un vero meteorite, polverizzato e messo in infusione nel mosto della birra affinché, come racconta il fondatore della Dogfish Sam Calagione...



... rilasci i sali minerali che agevolano la fermentazione della birra donando ad essa un gusto salino che ben bilancia le note maltate della birra in stile Oktoberfest (giusto per rimanere in tema con il periodo).

Membri dell ILC Dover e della Dogfish


Purtroppo la birra, rinominata Celest-jewel-ale, con 5% ABV e 25 IBU, è disponibile solo alla spina e solo fino ad esaurimento presso il locale Dogfish Head’s Brewpub a Rehoboth Beach, Delaware.

…In Beer We Trust…       

sabato 27 aprile 2013

¿Nuovo bicchiere o mancanza di fantasia?


Il mese scorso parlavo di come ogni stile di birra vada bevuto, nei limiti del possibile, nel suo bicchiere, per esaltarne i sapori e gli aromi (http://www.forumbirra.com/2013/03/ad-ogni-birra-il-suo-bicchiere.html) in particolare scrivevo ciò sull’onda dell’entusiasmo che il nuovo bicchiere per le India Pale Ale (IPA) aveva suscitato… 





...ricapitolando velocemente… nel mese di febbraio 2013, viene lanciato sul mercato un nuovo tipo di bicchiere che è il frutto della collaborazione tra Sam Calagione del birrificio Dogfish Head, Ken Grossman del birrificio Sierra Nevada e il produttore di bicchieri Spiegelau, secondo cui dopo varie prove ed esperimenti erano arrivati alla creazione di questo nuovo bicchiere, che viene considerato come una novità assoluta per risaltare gli aromi dei luppoli, mantenere la temperatura, esaltare la schiuma e cosi via dicendo… e devo dire che ci ero cascato pure io, senza pensare che in realtà quel bicchiere lo avevo già visto… e dopo uno scambio di tweet con un amico ho avuto la conferma di ciò che sospettavo, il bicchiere è infatti uguale a quello della serie Red  &White Wine della Riedel (http://www.wineware.co.uk/glassware/riedel/o-range-stemless/riedel-o-range-red-white-wine-glass-set-of-2).



Ora ho un amore smisurato per i bicchieri Riedel, soprattutto per la degustazione del vino, ma questo è un’ altro discorso, tornando al discorso, mi informa che proprio la Spiegelau fa parte del gruppo Riedel, e che quindi, come insinua il mio amico, i bicchieri della serie Red & White Wine della Riedel siano stati “riciclati” attraverso la Spiegelau con il beneplacito dei due birrifici per poter essere convertiti in qualcosa d’altro. La teoria complottistica non farebbe una piega, se non fosse che non credo siano gli stessi bicchieri, visto la peculiarità della Riedel é fare i bicchieri in cristallo e non in vetro, inoltre marchiando tutti i loro bicchieri così che in quelli nuovi comparirebbe ancora il loro marchio… penso che al massimo è stata una bella mancanza di fantasia considerando che i bicchieri erano stati “disegnati esclusivamente” e in “collaborazione” con i due birrifici. Poi non avendoli ancora provati con una birra IPA non so se mantengono davvero tutte le caratteristiche che dichiarano… a breve il responso ¡!



…In Beer We Trust…  

Dogfish Head e la serie Ancient Ale


Giusto il mese scorso, il birrificio Dogfish Head, annunciò che avrebbe rilasciato sul mercato una nuova birra basata su un’antica ricetta dei popoli scandinavi chiamata Kvasir (http://www.dogfish.com/community/news/press-releases/dogfish-heads-ancient-ale-kvasir-revives-hybrid-scandinavian-grog.htm). Ciò mi da lo spunto per raccontare della serie di birre chiamate Ancient Ale proposte dal birrificio, questo perché mi piace tantissimo la storia che ci sta attorno, e trovo molto interessante la riproposizione di stili antichi, che richiamano a culture lontane, ingredienti esotici e particolari, che rompono con le regole e gli stili attuali… o che forse sono più attuali di quanto si pensi visto sono ricette con più di 3000 anni di storia, mentre le birre che noi beviamo oggi (parlo di birre stile pils, light lager, ovvero le più vendute in termini di volume), hanno una storia di massimo 500 anni (se prendiamo come data di riferimento il 1516 con l’ Editto della Purezza tedesco http://www.forumbirra.com/2013/04/reinheitsgebot-ovvero-l-editto-della.html).



Tutto inizia nel 1995, quando i mastri birrai del birrificio iniziano a sperimentare con ingredienti come cicoria, liquirizia, sciroppo d'acero o uvetta … al fine di creare birre estreme ed esotiche che escano dalla norma. Ma la svolta si ha nel 1999 quando iniziano a lavorare con Patrick McGovern, direttore del Laboratorio di Archeologia Biomolecolare presso il Museo dell'Università della Pennsylvania e noto esperto di bevande antiche; il frutto di questa collaborazione è la serie di birre Ancient Ales.



La prima birra rilasciata fu la Midas Touch, una bevanda a metà tra un vino e l’ idromele. E’ una birra dal gusto dolce e secco a base di miele, uva moscata e zafferano; tracce della bevanda furono ritrovate su alcune ceramiche di 2700 anni fa’, scoperte in una tomba della Turchia che si crede  appartenesse appunto al re Mida. ABV 9%.



In un secondo momento venne presentata la Chateau Jiahu, una birra ricreata a partire degli elementi contenuti in alcuni vasi di ceramica scoperti in una tomba di 9.000 anni fa’ nel villaggio di Jiahu nel nord della Cina. Gli ingredienti utilizzati per la sua preparazione sono, bacche di biancospino, riso, malto d'orzo, uve moscato e miele di fiori d'arancia. Il mosto viene fatto fermentare per un mese con lievito del sake prima dell'imbottigliamento. ABV 10%.



Un'altra analisi di frammenti di ceramica, in questo caso di 3000 anni fa’, ritrovati in Honduras, hanno contribuito a ispirare Theobroma, la terza birra della serie e presunta bevanda alcolica a base di cioccolato che le civiltà Maya utilizzavano occasionalmente per cerimonie particolari. E’ realizzata con cacao askinosie, miele, chile e achiote. ABV 9%.



Sah'tea continua la serie, basata sulla bevanda Sahti finlandese, elaborata fin dal IX secolo. Il mosto si fa’ caramellare su pietre roventi e viene fermentato con lievito weizen. Al mosto viene aggiunto il tè nero, cardamomo, cannella, zenzero, chiodi di garofano e pepe nero. La bevanda è ancora oggi presente e venduta in Finlandia. ABV 9%. 



La penultima a vedere la luce fu Ta Henket, ispirata da una ricetta scritta in geroglifici egiziani. Sviluppata come le tradizionali bevande di pane, ma con l'aggiunta di camomilla, frutti della palma Doum ed erbe del Medio-Oriente. Per la fermentazione viene utilizzato un ceppo di lievito Saccharomyces nativo del Cairo. ABV 4,5%.



Ed infine, l'ultima ad uscire a fine 2011, la Birra Etrusca, ricreata sulla base di alcuni studi di tombe etrusche di 2800 anni fa’. E' stata una collaborazione tra Dogfish, Leo del birrificio Birra del Borgo e Teo del birrificio Baladin, che hanno lasciato riposare la birra in vasi di bronzo, di terracotta e in botti di legno. Gli ingredienti usati sono: orzo distico, un tipo di antico frumento italiano, noccioline, melograni, miele di castagno italiano, miele del Delaware (dove ha sede il birrificio Dogfish) e miele di trifoglio. Venne aggiunta una manciata di luppolo, ma la maggior parte dell'amarezza della birra viene dalla radice di genziana e dalla mirra etiope che venne impiegata. ABV 8,5%.

…In Beer We Trust…

mercoledì 24 aprile 2013

Quando la birra si ispira alla Musica


Poche cose nella vita combinano bene come la birra e la musica, a riprova di ciò l’enorme successo che stanno avendo i festival di musica patrocinati da marche di birra (per citare il caso più famoso in Italia l’Heineken Jammin Fest), cosi come il fatto che gruppi come AC/DC, Sepultura, Iron Maiden (http://www.forumbirra.com/2013/03/vip-e-birra-dagli-acdc-ai-sepultura.html) abbiano prodotto una loro birra. Ora molti mastri birrai hanno voluto ringraziare gli artisti per le loro canzoni, e come ringraziarli se non creando una birra con in mente la loro canzone?.. ecco alcune birre tributo al mondo della canzone!



Birrificio Abita Brewery, con la sua Purple Haze in tributo alla canzone di Jimi Hendrix del 1967. 



Birrificio Terrapin Brewery con la sua So Fresh and So Green, Green, in onore al duo di hip-hop di Atlanta, gli OutKast, con la loro canzone del 2001 “So Fresh, So Clean”.



Birrificio Cambridge Brewery con la sua Sgt. Pepper, in onore all’ottavo album dei Beatles del 1967 Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (primo brano nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi, secondo la rivista Rolling Stone).     



Birrificio Heavy Seas con la sua Smoke on the Water, in riferimento alla canzone dei Deep Purple del 1973.



Birrificio North Coast Brewing  con la sua Brother Thelonious Belgian Style Abbey Ale, non é propriamente ispirata a una canzone o a un gruppo ma é legata al mondo della musica visto che dona una parte dei proventi all’ Thelonious Monk Institute of Jazz che si occupa di supportare, diffondere e insegnare la cultura Jazz ai ragazzi.



Birrificio Dogfish Head Craft Brewery rilascia nel 2011 la Faithfull Ale per celebrare i 20 anni di attività del gruppo dei Pearl Jam.



Birrificio 21st Amendment Brewery con la sua Back in Black in tributo alla hit del 1980 del gruppo AC/DC.



Birrificio Purple Moose Brewery con il suo tributo Dark Side of the Moose, all’album dei Pink Floyd del 1973.


…In Beer We Trust…