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domenica 27 ottobre 2013

Fake BrewDog ... Made in China

Un fake (falso) BrewDog … No, questa volta non ha nulla a che vedere con il loro birrificio, con una qualche loro birra o idea o creazione… nemmeno ha a che vedere con la loro Fake Lager …



… questa volta il fake BrewDog ha a che vedere come la Cina, che sicuramente non fa molto per levarsi di dosso la nomea di paese dei falsi, dei tarocchi, delle contraffazioni (fermo restando comunque le eccellenze la prodotte) … ebbene questa volta sono riusciti a clonare una birreria in stile BrewDog… i c.d. BrewPub…



...ecco il tweet di James  Watt, socio e fondatore del birrificio che avverte come il locale cinese in questione non abbia nulla a che vedere con i loro prodotti ed è un falso, fake appunto… ora a parte che la notizia mi fa solo che sorridere, mi sorge spontanea una domanda… visto non sono affiliati a BrewDog… che birra venderanno al loro interno ¿?  faranno una birra artigianale fake spacciandola come originale BrewDog?¿


…In (real) Beer We Trust…  

venerdì 25 ottobre 2013

Per una definizione di European Craft Brewery

Il giorno 16/10/2013 esce un post alquanto polemico sul sito web del birrificio scozzese BrewDog. Li per li sono rimasto basito, come molti penso aver riso e goduto nel sentirli ribattezzare una birra come la Blue Moon in “Blue Fucking Moon”, ma poi facendomi serio e iniziando a pensarci a mente fredda qualcosa non mi torna…



Il senso del comunicato di James & Martin, soci e fondatori di BrewDog, è il seguente; l’esigenza di definire a livello di Comunità Europea cosa sia un birrificio artigianale e di conseguenza una birra artigianale . Negli Stati Uniti infatti la Brewers Association ha già da tempo dato una definizione generale di birrificio artigianale che è la seguente; 

Deve essere “piccolo” nel senso di avere una produzione annuale inferiore ai 6.000.000 di barili di birra che sono all’incirca 700.000.000  di litri.

Deve essere “indipendente” perché economicamente svincolato dalle grosse aziende del beverage, che possono comunque partecipare controllando fino ad un massimo del 25% del capitale del birrificio.

Deve essere legato alla “tradizione” nel senso che almeno il 50% della produzione deve essere prodotta con solo malto d’orzo.



Ora i ragazzi di BrewDog propongono una loro classificazione come base di spunto da cui partire per una definizione di Birrificio Artigianale Europeo (European Craft Brewery);

Deve essere “piccolo” ovvero avere una produzione di 500.000 ettolitri all’anno.

Deve essere “autentica” ovvero essere prodotta alla “Gravità Originale” (OG;  La gravità è la densità del mosto non fermentato, che è dovuta principalmente alla quantità di zuccheri disciolti) inoltre non devono essere impiegati i c.d. aggiunti come riso, mais, e altri ingredienti al fine di modificare il sapore e abbassare i costi di produzione.

Deve essere “onesto” nel senso che tutti gli ingredienti devono essere riportati nelle etichette, le birre devono essere tutte prodotte all’interno del birrificio la cui ubicazione deve essere riportata e ben visibile sull’etichetta.

Deve esse “indipendente” perché svincolato dalle grosse aziende del beverage che possono al massimo partecipare fino ad un 20% del capitale.



Ma quando all’inizio parlavo di qualcosa che non mi torna in testa mi riferivo ai seguenti ragionamenti… come mai ora di punto in bianco se ne vengono fuori con questa esigenza come fosse la cosa più importante al mondo?¿ Perché offendere una birra come la Blue Moon (giusto per chiarire Blue Moon era un birrificio indipendente, ma di recente è stato acquistato dal gigante del beverage ABInBev, ora la Blue Moon continua a farsi chiamare birra artigianale sebbene non ne abbia più i requisiti… ma siccome vende tanto e bene si è attirata le ire e le prese in giro di tantissime persone). Perché prendersela con una birra americana?¿ cosa interessa a loro visto si parla di Europa? Ma forse era un’indiretta alla Tennent’s che aveva appena dichiarato di iniziare una produzione di birra artigianale nella cittadina di Glasgow …. (Tennent’s era di proprietà del gruppo ABInBev ora passata alla Wellpark Brewery… quinti tutto meno che qualcosa di artigianale)?¿

Inoltre perché non possono essere usati materiali come riso o mais?¿ cosa hanno di male?¿ perché invece usare viagra o anabolizzanti nella birra è più nobile ¿¿ o fare birre da 40 gradi fa’ più artigianale che usare riso?...  



Proprio non capisco come mai BrewDog, che si è sempre distinta per la sua anarchia e indipendenza, per il suo stile punk e non conforme, per l’idea di libertà che mi ha sempre ispirato fiducia e mi ha fatto divertire, ora di punto in bianco se la prendono con il sistema, ma non per scuoterlo ma per regolamentarlo! Cosa è successo?¿ sono invidiosi (come ho letto qualche commento) del boom delle birre artigianali che sta attraversando gli Stati Uniti … o hanno finito le idee per sorprendere noi consumatori (un po’ Geek) che spendiamo anche 20-30 euro per una loro bottiglia?¿ … restiamo in attesa di ulteriori sviluppi della situazione…



…In Beer We Trust…



mercoledì 25 settembre 2013

Celest-jewel-ale ... la nuova birra "spaziale" by Dogfish

“you teach me the rules and i'll teach you to break them”

… tu mi hai insegnato le regole, ed io ti insegnerò come romperle … Nel caso del mondo brassicolo sono in molti a fare proprio questo motto. Accanto infatti all’ “Editto della Purezza” tedesco, che ci insegna che la birra viene prodotta con solo orzo, lievito, luppolo, e acqua, ci sono birrifici e mastri birrai che vanno per la loro strada innovando e proponendo sempre cose nuove, per citare i casi più popolari e famosi basti citare Mikkeller (leggi birra con caffè di luwak), BrewDog (leggi birra con il viagra), Stone (leggi Arrogant Bastard), Dogfish (leggi Ancient Ale)… ed è proprio quest’ultimo birrificio che due giorni fa’ a presentato al pubblico una nuova birra in produzione limitata realizzata con meteorite… 

Polvere di meteorite


sebbene già Sapporo abbia realizzato una birra con orzo coltivato nella stazione spaziale internazionale (l’ ISS), questa volta Dogfish, in collaborazione coi membri dell’ ILC Dover, che è l’azienda produttrice delle tute spaziali, hanno preso un vero meteorite, polverizzato e messo in infusione nel mosto della birra affinché, come racconta il fondatore della Dogfish Sam Calagione...



... rilasci i sali minerali che agevolano la fermentazione della birra donando ad essa un gusto salino che ben bilancia le note maltate della birra in stile Oktoberfest (giusto per rimanere in tema con il periodo).

Membri dell ILC Dover e della Dogfish


Purtroppo la birra, rinominata Celest-jewel-ale, con 5% ABV e 25 IBU, è disponibile solo alla spina e solo fino ad esaurimento presso il locale Dogfish Head’s Brewpub a Rehoboth Beach, Delaware.

…In Beer We Trust…       

venerdì 28 giugno 2013

La prima birra Social #MashTag

Oltre ad essere un fan accanito del mondo della birra in generale, giusto per dire l’ultima sono riuscito ad avere il six-pack di Westvleteren 12 (XII) con i 2 bicchieri, che per chi fosse ignaro di cosa essa rappresenti, ricordo che da due anni è considerata la birra migliore al mondo, sono un fanatico di Social Network; avendo viaggiato molto, e vissuto all’estero è naturale voler restare in contatto con gli amici/parenti/conoscenti, e questo mi ha portato ad usare molto internet e i Social Network appunto… …ed oggi questi due aspetti si uniscono tra loro… ma andiamo con ordine…

Tutto inizia da Twitter per la parte del Social Network e dal birrificio scozzese BrewDog per la parte riguardante la birra (e chi se non loro mi verrebbe da aggiungere). 




Ebbene BrewDog ha creato l’ hashtag #Mashtag chiedendo hai suoi follower (ovvero i seguitori) di interagire con loro al fine di creare una nuova birra. 



Dopo molti consigli, discussioni, tweet, re-tweet sul nome, sul grado alcolico, sullo stile, luppoli e via dicendo, si è giunti così alla creazione della prima birra “democratica” e “cosmopolita”; gli utenti hanno così decretato che la nuova birra chiamata Mashtag (…e qua mi permetto di dire ZERO fantasia…) sarà una American Brown Ale con ABV 7,5% mentre gli IBU saranno 95, inoltre tra i vari luppoli usati mi preme citare il Nelson Sauvin che prende il nome dalla regione centrale della Nuova Zelanda dove viene coltivato , appunto Nelson, e dal vitigno Sauvignon di cui ricorda il fruttato tipico e fresco dell'uva spina. 




E stata lanciata sul mercato il 26/6 … e speriamo arrivi presto pure in Italia!



Che dire, la birra giusta per un internauta/bevitore come me :-P 

…In Beer We Trust…

venerdì 3 maggio 2013

La rivoluzione della lattina




Quando ho iniziato a bere birra, non ne capivo molto, e non mi importava nemmeno molto di cosa stessi bevendo ad essere sincero, quello che sapevo era che entravo al discount, prendevo la prima cassa di birra in lattina, visto costava meno, e poi via alla festa! Semplice e senza troppi problemi, come vuole l’età. Successivamente quando uno persona inizia ad appassionarsi all’argomento e a informarsi su ciò che beve, le cose vengono viste con un’altra prospettiva e tutto sembra avere un senso diverso a prima, nel caso della birra, le lattine vengono demonizzate e insegnano che un vero esperto, beer geeks, beersommelier o quello che sia, deve bere buona birra, e birre in bottiglia, e con il bicchiere corretto, ecc ecc… essendo le birre in lattina fatte per le birre peggiori, di bassa qualità, da “discount”, o ancora per quelli che non sanno niente e hanno il braccino corto… 

Ma come le cose sono fatte per cambiare, ecco che l’altro giorno leggevo un articolo di Charlie Papazian (scrittore, fondatore e presidente della Brewing Association) sull’argomento. L’articolo é una constatazione di come le cose che fino ad ora ci hanno insegnato (almeno per me) stiano cambiando e a riprova di ciò porta ad esempio come siano già 52 i birrifici artigianali negli Stati Uniti che sono passati, accanto all’uso delle bottiglie di vetro, all’uso delle (prima) tanto demonizzate lattine. Per la cronaca l’ultima in ordine di tempo è stato il birrificio Samuel Adams (che per inciso fa di quelle birre… mi è già venuta voglia di una Boston Lager…). 



Ed il fenomeno è in crescita pure la livello mondiale, se come ho potuto constatare pure la scozzese BrewDog ha fatto la sua lattina di Punk IPA…



Ma tornando a questa “rivoluzione della lattina”, leggendo vari articoli ho potuto capire che la lattina sta avendo la meglio sulla bottiglia di vetro per vari fattori, in primo luogo perché con l’evoluzione dei materiali si è arrivati ad un punto per cui la lattina non altera più il sapore della bevanda, come invece avveniva sovente una volta, inoltre l’alluminio è molto più leggero del vetro, per cui essendo che i costi di invio si pagano in base al peso è un fattore di risparmio, inoltre é più leggera pure per il trasporto del consumatore, se poi cadendo si rompe è molto meno pericolosa una lattina che tutte le schegge di vetro. Proseguendo con i vantaggi, la lattina da una protezione migliore che la bottiglia di vetro alla birra contro i raggi del sole, responsabili dell’alteramento del sapore della birra, e una chiusura migliore e più efficace che il tappo a corona. Accanto a ciò una constatazione per cui sempre più luoghi stanno proibendo di entrare con bottiglie di vetro, vuoi ai concerti, allo stadio per strada… ma con le lattine il problema sembra risolto. Altro punto l’alluminio è molto più economico e facile da riciclare… e non ha bisogno di macchinari appositi per l’applicazione finale delle etichette con conseguente risparmio per i proprietari e per l’ambiente. Ultima considerazione è che la lattina raffredda più velocemente e omogeneamente la birra che la bottiglia di vetro, essendo un miglior conduttore.



Che dire, da quanto detto e letto, sembra che di punto in bianco la lattina sia di molto superiore alla bottiglia di vetro…  comunque la cosa nel personale non mi dispiace affatto, nel senso che se avrò ospiti a cena continuerò ad usare la bottiglia di vetro, visto esteticamente mi piace di più… ma se vado in escursione in montagna o al mare è molto più comoda la lattina (e meno pesante) e posso cosi bere una buona birra in qualsiasi parte io sia ¡!

…In (Can) Beer We Trust… 

lunedì 11 marzo 2013

¡¡ Birre con il piú alto grado di alcool !!


Tutto inizio per scherzo: il birrificio scozzese Brewdog e quello tedesco Schorschbräu iniziarono una sfida goliardica a chi produceva la birra con il più alto grado alcolico, ma dopo continui sorpassi di un birrificio sull’altro con la creazione della End of the History, una birra a 55 gradi, da parte della Brewdog, sembrava la sfida si fosse fermata…. Ma cosi non fu, anzi, nemmeno il tempo di lanciarla sul mercato che i gli “acerrimi rivali” tedeschi subito presentarono una creazione ancora più alcolica… senza contare che si inserirono altri birrifici nelle sfida…  ed ecco la top 7 ad oggi delle birre con più alto grado alcolico:


1) Armageddon, ABV 65%, prodotta del birrificio scozzese Brewmeister Brewery.  È lo stesso mastro birraio Lewis Shand a spiegare come si ottiene un cosí alto grado alcolico in una birra: “Questo processo prevede il raffreddamento della birra a zero gradi durante il processo di fermentazione, come l'acqua congela e l'alcool no, si rimuove il ghiaccio che si forma, lasciando cosi una birra molto forte”.


                   
2) Start the Future,  ABV 60%, prodotta dal birrificio 't Koelschip in Olanda, il nome è un chiaro riferimento alla sfida con Brewdog e alla creazione della loro End of the History. La sfida non è finita, è appena iniziata !!!



3)Schorschbrau Schorschbock 57% finis coronat opus, ABV 57%, prodotta dal birrificio tedesco Schorschbräu, come riporta il nome, “la fine corona l’opera”, cioè costituisce il premio alla fatica.


4) End of the history, ABV 55%, prodotta dal birrificio scozzese BrewDog.  Oltre ad essere una delle birre piu forti al mondo è pure tra le piu care, essendo stata venduta ad un prezzo di 750$ dollari a bottiglia, e tra le piu rare visto ne vennero prodotte solo 12 !! E si, come si puo vedere dall’immagine le bottiglie vennero collocate dentro a degli animali imbalsamati (assicurano che non vennero uccisi, ma erano gia morti…), e per la precisione vennere usati: sette ermellini, quattro scoiattoli e una lepre.                               
                 
                                                                    
                                                                            

                                                                       
5) Schorschbrau Schorschbock 43%, ABV 43%, del birrificio tedesco Schorschbräu, creata in risposta alla provocazione del birrificio scozzese BrewDog con la sua Sink the Bismark (affondate la Bismark, chiaro riferimento all’origine tedesca del birrificio).



6) Sink the Bismark, ABV 41%, del birrificio scozzese BrewDog, cosi chiamata in onore del film Affondate la Bismark del 1960 in cui si raccontano le vicende della nave corazzata Bismark, la nave corazzata piu potente mai costruita e messa in mare dal regime nazzista. 


 7) Baladin Esprit de Noel, ABV 40% , del birrificio Italiano Baladin, un distillato di birra affinato in botti di rovere.    

...In Beer We Trust...


                                                                            



                                     



















¡¡ Le birre piú costose al mondo !!



Se avete voglia di provare qualcosa di nuovo, e se avete un po’ di soldi da parte, queste birre fanno al caso vostro!
Ecco un breve riassunto delle birre piu costose sul mercato




10) SAPPORO SPACE BARELY, prezzo: 110 dollari il six-pack.

La birra è prodotta con orzo proveniente  dalla stazione spaziale internazionale, l’ ISS. Nel 2006 infatti, scienziati Russi e Giapponesi iniziarono a seminare orzo nella stazione spaziale, per fare degli esperimenti, e dopo aver constatato che l’orzo cresceva in forma normale, una volta ritornati sulla terra dettero l’orzo al birrificio Sapporo affinché producesse della birra. Il costo quindi è abbastanza contenuto se si tiene presente l’orzo è importato… dallo spazio! 
Se si vuole provare l’emozione di una “birra dello spazio” senza spendere troppo, costa 20 dollari il six-pack, si può sempre provare la 4pines Vostok Space Beer, che è la prima birra ad essere stata venduta e bevuta in un volo spaziale commerciale nel 2011.




9) CROWN AMBASSADOR RESERVE, prezzo 35-40 euro.

Edizione limitata di 8000 bnottiglie del birrificio australiano Foster’s , maturata 12 mesi in botti di quercia francese, e imbottigliata in bottiglie stile Champagne da 750 ml.


   8) TUTANKHAMON ALE, prezzo 75 dollari.

Attraverso l'uso della scienza, l’archeologo Barry Kemp e lo scienziato Delwen Samuel sono stati in grado di analizzare i resti di birra rinvenuti nella tomba della regina Nefertiti in Egitto. Nel 1990 i ricercatori hanno poi collaborato con il mastro birraio scozzese Jim Merrington per ricreare la ricetta. Ne vennero prodotte 1000 bottiglie e la prima fu venduta al prezzo di 7.686 dollari, anche se le successive si attestarono su un più economico prezzo di 75 dollari. Qualche anno più tardi il birrificio che la produsse chiuse … che sia una vittima in più della maledizione di Tutankhamon?? 



7) SINK THE BISMARK, prezzo 80 dollari.

Prende il nome della più grande nave da guerra della Germania nazista. Sink the Bismarck fu un attacco degli scozzesi di BrewDog al birrificio tedesco Schorschbräu, che deteneva il record per la birra con più gradi di alcool. Non solo la Sink the Bismarck rubo il record, anche se non per molto tempo, ma ridefinì il concetto di birra; BrewDog  chiamò la birra un "quadruple-IPA". E 'stata congelata e distillata quattro volte, ed stato aggiunto il luppolo quattro volte cosi da renderla molto amara rispetto una birra tradizionale. 


6) SAMUEL ADAMS UTOPIAS, prezzo 150 dollari.

Con un pezzo di 150 dollari, Samuel Adams Utopia è la birra più costosa degli Stati Uniti. Rilasciata ogni due anni, ogni lotto viene maturato in botti di sherry, brandy, cognac, bourbon, scotch per un massimo di 18 anni. Ogni lotto contiene anche un tocco di sciroppo d'acero! Grazie a leggi arcaiche sul grado alcolico, la  Samuel Adams Utopia è vietata in 13 stati. Se il prezzo vi fa sussultare, bisogna ricordare si può ottenere un rimborso di un nichel se si ricicla la bottiglia.



5) SCHORSCHBRÄU'S SCHORSCHBOCK 57, prezzo 275 dollari.

Solo 36 bottiglie vennero prodotte di questa birra che a suo tempo era la birra con il grado di alcool più alto. Chi la provo la descrive con un sapore a moka e nocciola, con note di uva passa e un sacco di alcol. Non buoni furono infatti i giudizi di chi la provo, e in ratebeer.com ha un non lusinghiero punteggio di 21/100 



4) CARLSBERG´S JACOBSEN VINTAGE,prezzo 400 dollari.

L'azienda danese ha lanciato "la trilogia vintage" nel 2008 per sfidare il mercato del vino di lusso. Questo vino d'orzo (barely wine) è stato affinato in botti di rovere svedesi e francesi per sei mesi e si suppone che si incontrino note di vaniglia e cacao, con sentori di torba. Venduto in ristoranti di lusso a Copenhagen, ne vennero prodotte solamente 600 bottiglie ogni anno dal 2008 al 2010. Ogni bottiglia vanta una data di scadenza del 2059, il che significa che si dispone di altri 46 anni prima che il gusto fumoso della turba svanisca.


3) THE END OF THE HISTORY, prezzo dai 500 ai 700 dollari dipendendo dall’animale in cui è inserita la bottiglia.

The end of the History, la fine della storia, avrebbe dovuto segnare la fine della rincorsa alla birra con più gradi al mondo tra il birrificio scozzese BrewDog e quello tedesco Schorschbrau. La birra è aromatizzata con ortiche e bacche di ginepro provenienti dalle highlands scozzesi. Ne vennero prodotte solo 12 bottiglie ed ognuna di essa era inserita in un animale imbalsamato che ne fece variare il costo; vennero usate  sette donnole, quattro scoiattoli e una lepre.


2) PABST BLUE RIBBON 1844, prezzo 44 dollari 

Nessuno negli Stati Uniti spenderebbe 44 dollari per una Pabst Blue Ribbon. Molti non pagherebbero nemmeno 5 dollari (si trova nei negozi ad un costo di 2 dollari il six-pack). Ma in Cina, Pabst Blue Ribbon si è ritagliata un segmento di mercato privilegiato grazie alla produzione della PBR 1844. Una birra composta da malti carammelati provenienti dalla Germania e invecchiata in barrili di whisky americano. La PBR 1884 è venduta esclusivamente in China.


1) NAIL BREWING'S ANTARCTIC NAIL ALE, prezzo a partire dagli 800 dollari

Prodotta dal birrificio Brewing Nail a Perth, in Australia, il 100% dei profitti derivanti dalla vendita vanno alla Sea Shepherd Conservation Society (organizzazione no-profit che si occupa della conservazione marina). Come si può intuire dal nome, l’Antarctic Nail Ale è prodotta con acqua ottenuta dal ghiaccio sciolto di un’ iceberg, proveniente da una missione della Sea Shepherd per la protezione delle balene. Vennero prodotte  solo 30 bottiglie che sono state vendute all’asta a un prezzo base di 800 dollari. La bottiglia #2 venne battuta all’asta per  1850 dollari.

                                                     
Detto ciò, va comunque almeno ricordato, che secondo il sito World Record Accademy la birra più cara mai venduta è una Lowenbrau Lager, venduta al prezzo di 16.000 dollari. Cosa rende speciale questa birra tanto da giustificarne l’alto prezzo?  La birra in questione è una “sopravvissuta” al disastro aereo dell' Hindenburg il 6 maggio 1937.

In Beer We Trust